WALTER DI PIAZZA  Realismo Magico

Torna ad esporre Walter Di Piazza, artista pistoiese, classe 1980, capace di coltivare, attraverso la

pittura, la propria predisposizione a comunicare stati d’animo e visioni dal proprio mondo verso quello

di chi entra in contatto con lui, adottando un linguaggio visivo non uniforme, ricco di citazioni dalla

vita quotidiana, da quella che abbiamo dimenticato o che, in modo quasi predittivo, vorremmo vivere,

ma anche dalla storia dell'arte. Intento a controllare spinte creative talvolta in contrasto con la propria

esistenza, giunge oggi a portare in mostra una selezione di opere (disegni, incisioni e oli su tela in vari

formati) che documentano anni di studio e una costante evoluzione artistica. Un’arte visionaria la sua

(diremmo immaginifica), i cui una folla di soggetti diversi si intreccia nella scomposizione dei piani,

evocando il cubismo analitico, ma assimilato in una tecnica originale, frutto di studio e

sperimentazione. Come l’aria Walter cerca di permeare e prendere la forma di tutti gli spazi del reale

con i quali entra in contatto, generando una rilettura alternativa del reale e prefigurando

l'immaginazione di un mondo irreale del quale studia e analizza gli angoli, conoscendo bene i

meccanismi che compongono il nostro cosmo.

Fin da bambino disegna molto, poi la formazione presso il Liceo artistico e l'Accademia di Belle Arti,

indirizzo di grafica, dove impara a padroneggiare le techiche incisorie e pittoriche tradizionali.

Progressivamente piega tali tecniche rappresentative a divenire strumento per evadere dai problemi

presenti, non solo personali ma anche collettivi, per suggerire una dimensione, realistica ma

alternativa a quella dominante, dove vita e morte coesistono serenamente, dove uomo e natura non si

contrappongono antinomicamente, dove i viventi si presentano come una molteplicità di diversità

equipotenti, dove gioia e melanconia si alternano ritmicamente. Nella sua pittura il microcosmo

personale si proietta e fonde con un macrocosmo umano alla ricerca di equilibri provvisori e variabili.

Da suo periodo di formazione, gli anni 80, riaffiorano continumente frammenti di una cultura

popolare caratterizzata da MTV, dalle prime ricerche sulla video-music, dagli eroi dei cartoni animati,

dalla fantascenza e dalle saghe fantasy. Tutti elementi che si contaminano con i mostri e la tragicità

delle fiabe popolari storiche, per esorcizzare le paure individuali e collettive.

Da decenni Walter studia le profondità dell’anima, ma soprattutto il confine permeabile fra psiche

personale e l’immaginario collettivo. Attraverso quest’arte di autoanalisi, e quindi introspettiva, tenta

di risolvere problemi personali, ma anche comuni al genere umano. Il percorso del disegno appare

quindi come una sorta di autoterapia generatrice di un universo visivo ricchissimo di dettagli e variabili

ove lo spettatore può perdersi in un viaggio catartico e rigenerativo ove proiettare le proprie memorie

ed emozioni ed al contempo esser guidato nell'esercizio di immaginare ulteriori relazioni, variabili,

esiti imprevisti. Dal lavoro di Di Piazza un invito a guardare il mondo da un punto di vista sempre

variabile e alternativo e ad immaginare oltre l'ovvietà standardizzata della quotidianità globalizzata