Artista

MAURIZIO BIAGI

MONOCROMI, SERIE IN TECHE DI PLEXIGLASS

MONOCROMI, SERIE IN TECHE DI PLEXIGLASS

dimensioni: 28 x 23 cm
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MONOCROMO ROSSO, 2019

MONOCROMO ROSSO, 2019

dimensioni: 52 x 70 cm
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THE SKY UPSIDE DOWN, 2020

THE SKY UPSIDE DOWN, 2020

dimensioni: 61 x 27 cm
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AFFRESCO SU  TEGOLA IN TERRACOTTA, 2015

AFFRESCO SU TEGOLA IN TERRACOTTA, 2015

dimensioni: 43 x 33 cm
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SENZA TITOLO , 2018

SENZA TITOLO , 2018

dimensioni: 10 x 10 cm
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BLU, 2019

BLU, 2019

dimensioni: 20 x 20 cm
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SENZA TITOLO

SENZA TITOLO

dimensioni: 30 x 15 cm
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ASTRATTO 01, 2019

ASTRATTO 01, 2019

dimensioni: 35 x 25 cm
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ASTRATTO 02, 2019

ASTRATTO 02, 2019

dimensioni: 25 x 35 cm
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LA TERRA DELLA MIA INFANZIA

LA TERRA DELLA MIA INFANZIA

dimensioni: 37x37 cm
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VINACCIA

VINACCIA

dimensioni: 37x37 cm
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CAFFE'

CAFFE'

dimensioni: 30x24 cm
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MAURIZIO BIAGI

Quella di Maurizio Biagi è un’operazione concettuale che parte dal recupero di un materiale e di una tecnica tradizionali − la terracotta nella lavorazione caratteristica dell’Impruneta , Fi (dove lui vive ed opera) − per arrivare ad una sintesi espressiva incentrata sul colore e sul processo ideativo alla base dell’opera. Parafrasando il titolo di un celebre quadro di René Magritte, Ceci n’est pas une pipe, potremmo dire che quelle di Biagi non sono lastre di terracotta dipinte, ma creazioni ben più complesse che sfidano il modo comune di guardare la realtà. Quella proposta, infatti, è una riflessione sul linguaggio artistico e su come questo influenzi la percezione dell’opera e il giudizio da parte di chi la osserva. Di fronte all’ installazione di più blocchi colorati ed esposti insieme come parti di un’unica composizione − soluzione più volte proposta da Biagi in una rilettura del tutto personale di alcune sperimentazioni sul colore dell’arte minimalista − lo spettatore viene totalmente catturato dagli accordi o dai contrasti cromatici dimenticando oppure non considerando la materia di cui è fatta l’opera. In altre parole, il processo ideativo e concettuale prende il sopravvento sugli aspetti costruttivi, confermando come sia l’azione dell’artista, supportata dal pensiero, a decretare la nascita dell’opera anche quando questa si basi, come nel caso considerato, sulla trasformazione di un materiale in sé povero. La terracotta diventa così un supporto che, al pari della tela, accoglie l’intervento dell’artista e lo restituisce con l’evidenza di una superficie scabra, irregolare, disseminata di rilievi che aggiungono consistenza al colore fondendosi totalmente ad esso in un corpo unico. 

[Daniela Pronestì]

https://youtu.be/Nd1qAqyb5Y0