Artista

FILIPPO PENNA

LABIRINTO

LABIRINTO

dimensioni: 90x90 cm
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IL VORTICE

IL VORTICE

dimensioni: 90x90 cm
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LAMA CIRCOLARE

LAMA CIRCOLARE

dimensioni: 90x90 cm
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REALTA' PIATTA

REALTA' PIATTA

dimensioni: 90x90 cm
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CUBI BRUCIATI 7

CUBI BRUCIATI 7

dimensioni: 50x50 cm
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CUBI BRUCIATI 8

CUBI BRUCIATI 8

dimensioni: 30x30 cm
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CUBI BRUCIATI , rettangolare

CUBI BRUCIATI , rettangolare

dimensioni: 40x60 cm
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CUBI, rettangolare

CUBI, rettangolare

dimensioni: 40x100 cm
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CASCATA DI CUBI BRUCIATI

CASCATA DI CUBI BRUCIATI

dimensioni: 30x100 cm
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INTRECCIO QUADRATO

INTRECCIO QUADRATO

dimensioni: 30x30 cm
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CROCI

CROCI

dimensioni: 30 x 30 cm
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ESSE

ESSE

dimensioni: 30x30 cm
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SCUDI

SCUDI

dimensioni: 30x30 cm
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FILIPPO PENNA

La geometria come linguaggio universalmente comprensibile; lo spiazzamento percettivo generato dall’illusione del movimento e della tridimensionalità della forma; l’attenzione rivolta alla fase ideativo - progettuale dell’opera piuttosto che al processo esecutivo; il ricorso ad un materiale industriale come l’acciaio per creare effetti ottici di rifrazione luminosa ed accentuare la componente scientifico - tecnologica del progetto artistico: sono tutti aspetti che legano la ricerca di Filippo Penna ai presupposti teorici e pratici dell’arte cinetica e programmata, indirizzandola verso un’idea dell’artista come “tecnico della visione” e dello spettatore come coautore dell’opera in virtù della sua azione/ reazione rispetto ad essa. Alla base del suo lavoro si pone una rigorosa conoscenza delle dinamiche percettive generate dalla combinazione di forme astratto - geometriche semplici o complesse sul piano, secondo meccanismi ottici e luminosi che suggeriscono all’osservatore un’impressione di profondità o di movimento dell’immagine, superando così, anche se solo illusoriamente, il vincolo imposto dalla bidimensionalità della superficie. Vortici, spirali, scacchiere, avveniristiche architetture modulari: inganni ottici abilmente programmati dall’artista per “muovere” la visione dell’opera, renderla aperta, dinamica, ogni volta nuova in base alle condizioni di luce e alla risposta percettiva del singolo. Una creazione di senso divisa a metà tra l’artista e il fruitore, tra il pieno controllo del processo ideativo ed estetico e le reazioni prodotte in chi osserva da un gioco visivo sottilmente affascinante e coinvolgente.    

[Daniela Pronestì]