Nata in Olanda, a Rotterdam, dove vive fino al completamento degli studi superiori, nel 1970 Elisabetta Sonda si stabilisce a Milano dove consegue il diploma di Interior Designer e studia l’arte del colore sotto la guida di Augusto Garau (MAC). Si avvicina alla pittura cominciando a dipingere su seta e dal 2000 dipinge su tela usando di preferenza olio, meno frequentemente acrilico. I suoi temi preferiti sono i fiori, i giardini, l’acqua, lo still life, sviluppati verso l’astratto con segni e colori unici del suo vocabolario personale. Ha partecipato a numerose mostre collettive soprattutto a Genova, nel 2023 ha tenuto una personale a Chiavari e nel 2025 personali a Pietrasanta e Pistoia. È stata insignita del premio mostra alla XLI edizione del Premio Firenze.
Con i suoi dipinti Elisabetta Sonda dà forma alla natura ed agli oggetti che la circondano nel quotidiano.
È una natura che si rivela dall’interno, un giardino nascosto nel profondo, ma non per questo meno “reale” di quello che l’artista ha davanti agli occhi quotidianamente. Anche in questo giardino, infatti, le stagioni passano, la luce scalda, l’acqua irriga la terra: ogni cosa ha il posto e il ruolo che deve avere. Quello che cambia è che le stagioni sono la vita, la luce il sentimento, l’acqua la memoria. È un procedere per similitudine, quello di Elisabetta Sonda, un modo per capire come natura fuori e natura dentro si corrispondano, si somiglino, siano, in fondo, la stessa cosa. Fiorire, cadere, rinascere, poi di nuovo germogliare, aspettare il sole, dissetarsi d’acqua, scoprirsi bellezza anche nell’imperfezione: nella forma irregolare, nel vaso rotto, nel ramo storto. Bagnarsi di luce e di azzurro, e poi, planando dall’alto, vestirsi di verde, diventare foglia, albero, pianta: solo natura, dentro e fuori, senza il bisogno di chiedere di più.
(Daniela Pronestì)