Artista

CLAUDIA ONISTO

PSICORGANICO X

PSICORGANICO X

dimensioni: 30x30 cm
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PSICORGANICO XI

PSICORGANICO XI

dimensioni: 20x30 cm
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 PSICORGANICO XII

PSICORGANICO XII

dimensioni: 100x50 cm
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 PSICORGANICO NEON V

PSICORGANICO NEON V

dimensioni: 40x50 cm
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PSICORGANICO NEON IV

PSICORGANICO NEON IV

dimensioni: 50x40 cm
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ORGANIC I

ORGANIC I

dimensioni: 25x30 cm
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ORGANIC II

ORGANIC II

dimensioni: 25x30 cm
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ORGANIC  IV

ORGANIC IV

dimensioni: 30x60 cm
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ORGANIC V

ORGANIC V

dimensioni: 40x60 cm
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ORGANIC ZEN

ORGANIC ZEN

dimensioni: 40x50 cm
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PSICORGANICO V

PSICORGANICO V

dimensioni: 45x60 cm
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PSICORGANICO VII

PSICORGANICO VII

dimensioni: 30x40 cm
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PSICORGANICO VIII

PSICORGANICO VIII

dimensioni: 90x30 cm
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PSICORGANICO IX

PSICORGANICO IX

dimensioni: 50x70 cm
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CLAUDIA  ONISTO

Le opere di Claudia Onisto rileggono in maniera del tutto nuova la rappresentazione dell’anatomia con l’invenzione di figure che non possono dirsi né umane né animali, ma più genericamente “organiche” e quindi in qualche modo “vive”. Non danno l’idea di essere corpi fatti per respirare o per nutrirsi, eppure si ha l’impressione che le singole parti, proprio come organi o ingranaggi di uno stesso meccanismo, siano dipendenti l’una dall’altra, e tutte insieme concorrano a determinare lo stato vitale di queste strane creature. Sono organismi nati dalla fusione tra pittura e street art, ottenendo così un linguaggio ibrido, proprio come ibride sono queste figure a metà fra realtà e immaginazione. Si muovono nello spazio galleggiando, allungandosi, formando spirali, come in una danza dal ritmo sconosciuto. Ad animarle è la fantasia dell’artista che replica, a suo modo, la tecnica del disegno automatico surrealista, quello che Breton definiva “puro automatismo psichico”, ovvero lasciare andare la mano sul foglio senza un controllo razionale o un progetto preordinato, ma assecondando l’emersione spontanea e diretta di forze inconsce attraverso l’atto del disegnare. È quello che accade nelle opere di Claudia Onisto che, seppure tra loro coerenti e quindi parte di un unico progetto, rimandano ad una dimensione profonda e quasi misteriosa del disegno come tramite tra visibile e invisibile, mondo reale e universo onirico, in un equilibrio non facile tra verità e invenzione, controllo del mezzo espressivo e genuinità dell’emozione.    

[Daniela Pronesti']

https://youtu.be/sVv6jU6eAUI